La nazionale d'Irlanda in ginocchio contro il razzismo e Orban tuona: "È una provocazione"

L'episodio durante una amichevole a Budapest: il pubblico ha fischiato e il premier di estrema destra ha rivendicato le contestazioni

Calciatori dell'Irlanda si inginocchiano contro il razzismo

Calciatori dell'Irlanda si inginocchiano contro il razzismo

globalist 10 giugno 2021
Viktor Orban, premier ungherese, ha difeso strenuamente i tifosi di calcio dell'Ungheria, i quali martedì hanno fischiato la squadra irlandese mentre si inginocchiava prima di una partita di riscaldamento di Euro 2020 a Budapest, per evidenziare la questione dell'ingiustizia razziale.
"Se sei ospite in un Paese, allora comprendi la sua cultura e non provochi la gente del posto, non provochi se visiti come ospite", ha detto oggi Orban in una conferenza stampa a Budapest. Il premier fortemente anti-immigrazione si è detto "d'accordo" con i tifosi ungheresi che hanno fischiato, e che il gesto di inginocchiarsi per protesta "non ha posto su un campo sportivo". I tifosi, ha insistito, "hanno reagito come fanno generalmente i tifosi se provocati, non sempre scelgono il modo più elegante per farlo ma bisogna capirne la causa".
I giocatori della Premier League in Inghilterra si sono inginocchiati prima del calcio d'inizio da quando l'afroamericano George Floyd è stato ucciso da un ufficiale di polizia bianco negli Stati Uniti l'anno scorso.
Dopo la partita di martedì, terminata con un pareggio per 0-0, il ct dell'Irlanda Stephen Kenny ha definito i fischi "incomprensibili".