I dati resi noti dal CED della Federazione Nazionale dei Medici e degli Odontoiatri per l’ 8 marzo, raccontano una storia nuova. Nella professione medica, ha dichiarato il presidente FNOMCeO, Filippo Anelli, è stato da poco superato il picco dei pensionamenti ed il 14% ha deciso di prolungare l’attività oltre la data pensionabile, ma tra i medici attivi con meno di 65 anni, le donne medico sono già il 59%. Salgono al 63% nella fascia di età tra i 40 ed i 50 anni ed il trend si conferma in crescita nelle giovani generazioni, dove, dai 25 ai 29 anni, si contano già 5000 medici donne in più dei loro coetanei uomini.
Lo stesso fenomeno, anche se più lento, emerge tra gli odontoiatri ed il loro presidente nazionale, Andrea Senna, si interroga su come rimuovere gli ostacoli alla professione, perché le donne medico possano avere concrete possibilità proprio in quella fase della loro vita professionale in cui si costruiscono sia la carriera che la vita familiare privata. Per la presidente dell’Ordine dei medici di Pescara, Maria Assunta Ceccagnoli, una delle poche donne all’apice della rappresentanza ordinistica provinciale (solo 7 donne presidenti su 106!), le riflessioni da fare sono tante.
Se da una parte, l’oggettivo aumento della presenza femminile nella professione porta ad una inevitabile assunzione di ruoli apicali nella gestione della sanità e della professione, dall’altra, questo non avviene automaticamente, né in modo proporzionato alla rilevanza numerica delle donne. «Nulla ci viene regalato, perché le posizioni di responsabilità e di prestigio sono sempre tenute ben strette dagli uomini. Tuttavia, le giovani generazioni sono meno disponibili di quanto lo fossimo noi a subire: rifiutano turni di lavoro inadeguati e sono molto più consapevoli dei loro diritti». Di certo, la professione va riorganizzata, ma senza una formazione capillare che faccia passare messaggi chiari a tutti, uomini e donne, la strada resta in salita.
Esprime un maggiore ottimismo la Presidente Ceccagnoli sulla sfida in corso nella professione e nelle cure che richiedono anche una visione di medicina di genere, perché uomini e donne sono diversi tra loro ed anche le cure ed i farmaci vanno calibrati al meglio. Per Ceccagnoli, le tante donne medico del futuro dovranno affrontare con vigore il tema della conciliazione dei carichi familiari, in modo sempre più consapevole e strategico, chiamando in causa la politica, ma anche tutti i medici e gli uomini, per immaginare un società organizzata per favorire la vita di tutti. Altro tema prioritario è quello della sicurezza e della violenza nei posti di lavoro, che continua ad essere oggetto di numerosi dibattiti e di confronti già in programma. Le cose, si sa, sembrerà banale dirlo, ma, per tornare alle parole di Maria Assunta Ceccagnoli, non cambieranno mai da sole, anche se i numeri possono agire come una ottima leva.
