Nasce la Carta Arcobaleno per un giornalismo rispettoso delle persone LGBTQIA+

Promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte insieme al Coordinamento Torino Pride sarà presentata al Salone del libro il 17 maggio.

Nasce la Carta Arcobaleno per un giornalismo rispettoso delle persone LGBTQIA+
Foto di Raphael Renter | @raphi_rawr su Unsplash
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Stefanella Campana Modifica articolo

25 Aprile 2026 - 09.32


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Si chiama Carta Arcobaleno e si rivolge a giornaliste e giornalisti, testate, social editor, editori, comitati di redazione. Uno strumento pratico e quotidiano per un’informazione rispettosa e consapevole sulle persone LGBTQIA+ promosso dall’ordine dei giornalisti del Piemonte insieme al coordinamento Torino Pride. Sarà presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino il 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Uno strumento specifico per evitare errori che si ripetono con maggiore frequenza come, ad esempio, outing non consensuali, titoli caricaturali, stereotipi, linguaggi datati, rappresentazioni folkloristiche, casi in cui l’orientamento sessuale viene evidenziato senza alcuna rilevanza giornalistica. Facile sbagliare, colpa anche di un’informazione  sempre più frettolosa legata ai social network, reel, video brevi, titoli ad effetto. In aiuto la Carta Arcobaleno con  dieci principi operativi tra cui un lessico rispettoso e aggiornato, il ricorso a fonti qualificate, l’attenzione ai titoli e alle immagini, la tutela della privacy. Tra le novità, per la prima volta in un documento dell’Ordine dei Giornalisti si prevede la figura nelle redazioni del diversity editor a garanzia sui temi della rappresentazione, dell’inclusione e del linguaggio ampio e plurale.

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«Una svolta storica», la definisce Pasquale Quaranta, diversity editor del gruppo Gedi, il primo in Italia. Non nasconde la sua emozione per questo traguardo, per lui un impegno lungo quindici anni e favorito da una realtà, Torino,  città laboratorio dei diritti, dove nel 1971 è nato il FUORI! primo movimento di liberazione omosessuale italiano. Dove si svolge il più antico festival  LGBTQIA+ d’Europa, il Lovers Film Festival e con il primo quotidiano italiano, La Stampa, che partecipa al Torino Pride con un carro e una delegazione di giornaliste e giornalisti nel segno del legame tra media tradizionali e diritti civili.

Fondamentale un ordine dei giornalisti guidato da Stefano Tallia che ha accolto l’iniziativa confermando un percorso già avviato quando lo scorso giugno il consiglio regionale dell’ordine aderì al Torino Pride come impegno pubblico contro ogni discriminazione,  secondo i principi contenuti nel Testo unico dei doveri del giornalista.

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Ora si punta a portare la  Carta Arcobaleno all’attenzione del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti affinché venga recepita a livello nazionale dal Testo deontologico e diventi materia di studio e di aggiornamento professionale. Un primo appuntamento il 27 maggio a Torino: sarà un corso dedicato al nuovo documento con la partecipazione di Carlo Bartoli, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la conferma di un’attenzione nazionale.

L’articolo su La Stampa in cui Pasquale Quaranta annuncia la nascita della Carta Arcobaleno ha suscitato anche reazioni sgradevoli che confermano il ruolo importante dell’informazione per un  corretto atteggiamento culturale nei confronti delle persone LGBTQIA+, la  necessità di una maggiore attenzione.  C’è chi scrive: «La censura avanza senza sosta». No, non è  un bavaglio, al contrario si allarga un vocabolario, si riduce un gap con la realtà per un giornalismo di qualità, fa notare il diversity editor. La Carta Arcobaleno contiene anche un glossario essenziale per chiarire termini spesso usati in modo improprio nel racconto mediatico e nel dibattito pubblico.  Un passo importante per il rispetto di tutte le persone LGBTQIA+, per l’informazione in generale.

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